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La sentenza, emessa da una giuria di tre giudici del Tribunale del Commercio Internazionale con sede a New York, arriva dopo diverse cause legali secondo cui Trump, nell’imporre largamente dazi internazionali, ha oltrepassato la sua autorità, scatenando il caos economico.
L’ordinanza, spiega la Cnn, riguarda i dazi universali del 10% introdotti il 2 aprile nel cosiddetto “Giorno della Liberazione” e i dazi “reciproci” più elevati imposti (e poi sospesi) a circa 60 paesi, i dazi volti a impedire l’ingresso del fentanyl, i dazi del 30% imposti da Trump sulla Cina e quelli del 25% su alcuni beni importati da Messico e Canada.
Non pregiudica, invece, i dazi del 25% su auto, ricambi auto, acciaio o alluminio, che sono soggetti alla Sezione 232 del Trade Expansion Act.
I giudici si sono pronunciati a favore di una “ingiunzione permanente”, che potrebbe bloccare le misure tariffarie prima ancora dei possibili “accordi” con i partner commerciali degli Usa, e hanno indicato un periodo di dieci giorni per provvedimenti amministrativi “per rendere effettiva l’ingiunzione”. La maggior parte dei dazi, ma non tutti – spiega la Cnn – verrebbero così bloccati se la sentenza venisse confermata.
